FANDOM


«Voi, o Boys, che con tanto entusiasmo entrate a far parte della nostra grande famiglia Juventina, attratti anche voi da quell'atmosfera di simpatia che la circonda, avete mai pensato: che cosa fa la Juventus? Come nacque? No? Ebbene lasciate che ve ne dia qualche cenno.

Negli anni 1895-96 una compagnia di Studenti del Liceo Massimo D'Azeglio usciva al pomeriggio dalla Scuola avviandosi verso quella che noi chiamiamo ora la Piazza d'Armi Vecchia, sita fra le vie Montevecchio, Corso Siccardi e la Crocetta, e si abbandonava a gare sportive di varia natura. Dalle corse ciclistiche alle semplici gare a piedi ed alle gare di tamburello, ecc... Comparve finalmente un Football!

Già si vedeva qualcuno giocare al Football alla Patinoire, al Valentino ed in Piazza D'Armi, ove si esercitava il Football Club Internazionale Torino e che si tramutò poi in Football Club Torinese quando vi si unirono alcuni italiani che avevano imparato all'estero il bel gioco del Calcio... Fu appunto in questo periodo di tempo che si concepì l'idea di riunirci tutti in un Club. Fu appunto in una memoranda seduta tenuta in Corso Re Umberto 42, in un negozio da ciclista tenuto da me in unione a mio fratello, che si decise la costituzione dello Sport Club Juventus (così si chiamò in origine).

Si era in undici o dodici, io il più vecchio, diciassette anni, e gli altri al di sotto dei quindici. Tavola della presidenza era una forgia con sopra un tavolo da disegno, il tutto colato sotto un tappeto verde. Sedili erano due sedie e delle assi appoggiate su latte e casse da petrolio! Fu così che la Juventus fu creata: doveva occuparsi nientemeno che di tutti gli sport!...

Si pensò subito alla sede e noi in quell'epoca avemmo una Sede in via Montevecchio... La Sede venne poi trasportata in Via Piazzi n. 4 in tre locali più decenti nel 1899. Primo Presidente fu mio fratello Eugenio, a cui subentrai io... Da quell'epoca il nostro scopo sportivo venne più nettamente a precisarsi ed il solo Football occupò la nostra attività, ed al primitivo nome di Sport Club Juventus fu sostituito l'attuale "Football Club Juventus" o semplicemente Juventus...

La Juventus ha sempre aperte le braccia a tutti, anche agli stranieri che vollero essere ammessi: una cosa sola è stata necessaria per essere Juventini: Averne l'anima. »

(Enrico Canfari)


L'età pioneristica va dalla fondazione del club fino all'elezione di Edoardo Agnelli come presidente. Gli scritti che seguiranno, come il precedente, sono tutti di Enrico Francesco Canfari, socio fondatore della Juventus, in buona parte tratti dagli Hurrà Juventus del 1915.

Le originiModifica

« [...] Nel 1896 una brigata di studenti del Liceo d'Azeglio soleva avviarsi, finite le elezioni pomeridiane, verso il corso Duca di Genova e quindi, deposti i libri su d'una panca, dedicarsi al giuoco di 'barra'. Il foot-ball si insinuò più tardi: già si era visto giocarlo prima alla patinoire del Valentino e poscia in Piazza d'Armi da alcuni stranieri residenti a Torino i quali avevano fondato il F.C. Internazionale mutandosi poi in F.C. Torinese. Con tante iniziative una società ci voleva e nell'autunno del 1897 se ne decise la fondazione. Qui cominciarono le vere origini della Juventus... »

I soci fondatori della Juventus sono giovani studenti 14-17enni del prestigioso Liceo Classico Massimo D'Azeglio, quasi tutti della terza e quarta classe. Anche se mancano notizie certe, in base agli scritti dell'epoca, si pensa che furono Eugenio ed Enrico Canfari, Gioacchino I e Alfredo Armano, Luigi Gibezzi, Umberto Malvano, Carlo Vittorio Varetti, Umberto Savoia, Francesco Daprà, Carlo Ferrero, Domenico Donna, Luigi Forlano ed Enrico Piero Molinatti, a cui si associarono Pio Crea, Carlo Favero, Gino Rocca, Guido Botto ed Eugenio Secco.

I ragazzi si ritrovano dopo pranzo nel vicino Corso Duca di Genova, su una panchina che passerà alla Storia, e che è conservata nell'attuale sede. La prima sede fu il retrobottega dell'officina di biciclette dei fratelli Canfari; il nome fu deciso a votazione.

« Si venne finalmente alla seduta decisiva: battaglia grossa! Da una parte i latinofobi, dall’altra i classicheggianti, in minor numero i democratici. All’onore della votazione s’avanzarono tre nomi: 'Società Via Fort', 'Società Sportiva Massimo d’Azeglio' e 'Sport Club Juventus'. Per quest’ultimo pochi simpatizzavano, ragione per cui riuscì ad imporsi. Fra gli oppositori c’ero proprio io: mi sembrava che quel 'Juventus' più non s’addicesse a soci fatti maturi. Avevo torto: nella 'Juventus' non s’invecchia, ... invecchia invece la 'Juventus'. E così la società fu battezzata 'Sport Club Juventus'. »

Prima erano stati scartati altri nomi, come 'Iris' e 'Augusta Taurina'. Così, "per gioco, per divertimento, per voglia di novità", nasce la Juventus in un autunno di fine Ottocento, nella Torino della belle époque. La data ufficiale è lunedì 1° novembre 1897: quei giovani ancora non lo sanno, ma hanno dato vita a una leggenda, la leggenda della squadra più gloriosa d'Italia. Il nome scelto, Juventus, viene dal latino 'Iuventus', che significa 'Gioventù'. Uno stato d'animo e di valori, più che un'età fisica, che accompagnerà la Signora da allora per sempre.

La sede fu cambiata: andò in una scuderia di via Parini, composta da quattro camere, una tettoia, una soffitta e raggiunta dall'acqua potabile. L'affitto, sei lire al mese, però causa problemi e lo SC Juventus viene sfrattato.

Nel 1898 i soci aumentarono di molto; così la sede fu trasferita in via Piazzi. La presidenza, inoltre, passò da Eugenio Canfari (primo presidente della Storia) a Enrico, causa impegni del primo sul lavoro, che svolgeva nel mercato dell'automobile. Per motivi sconosciuti la Juve non si iscrisse alla neonata FIGC non potendo così partecipare al primo campionato ufficiale vinto dal Genoa.

Nel 1899 il nome cambiò diventando Foot-Ball Club Juventus, per testimoniare la "specializzazione" della società nel calcio, come scrive Enrico Canfari:

« Da quell'epoca il nostro scopo sportivo venne più nettamente a precisarsi ed il solo foot-ball occupò la nostra attività; ed al primitivo nome di Sport Club Juventus fu sostituito l'attuale 'Foot-Ball Club Juventus' o semplicemente Juventus. Questo nome fu, come vedete ora, veramente fortunato poiché le Società Sportive nostre omonime sono moltissime, ma la vera Juventus è una sola: la nostra. »

Quell'anno le partite si giocano più che altro presso la Crocetta, nel primo campo della Storia bianconera, quello di Piazza d'Armi. Arrivano anche inviti da Alessandria, Genova e Milano, e a Torino per la prima volta gioca una squadra straniera, il Montriond (Losanna).

Il primo campionato - 1900Modifica

Il 1900 è un anno cruciale: la Juve si iscrive alla FIF e disputa il suo primo Campionato Federale.

L'11 marzo la Signora sfida l'FC Torinese nelle eliminatorie regionali. Piazza d'Armi viene espugnata per 1-0 con gol di Colongo, ma finalmente la Juve disputa un trofeo nazionale. Enrico Canfari descrive così la gara:

«Il F.C. Torinese ci invitò a giocare contro di lui, ed a noi non parve vero di poterci cimentare con dei veri giocatori benché di costituzione e statura poco rassicuranti. Furono batoste come squadra, ma individualmente, per il grande esercizio nel palleggio, non sfigurammo affatto. Messi in questa via, formato l'undici, cominciammo ad accettare sfide e a lanciarne, finché per affermarci al cospetto del pubblico torinese bandimmo un torneo. Per l'occasione ci voleva una divisa, ma come? Di cottone, di flanella, di maglia? Alla fine, la scelta: un parcalle sottile e roseo che portammo poi, sbiadito all'inverosimile, sino all'anno 1902... »

Una settimana dopo, il 18 marzo, la Juventus vince la sua prima partita ufficiale, per 2-0, contro il Ginnastica Torino; il risultato è lo stesso in Piazza d'Armi il 1° aprile. L'ultima partita del girone piemontese è persa per 2-1 contro il FC Torinese, la squadra viene eliminata: ma i 4 punti, per una debuttante, non sono affatto una brutta prestazione. Inoltre, è vinta la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, il primo trofeo della Storia del club.

Al Trotter di Milano invece si gioca per la Medaglia del Re Umberto I di Savoia, contro il Milan, che si impone per 2-0.

1901Modifica

Il torneo del 1901 si conclude in semifinale contro il Milan, dopo il 5-0 dell'eliminatoria rifilato al Ginnastica con tripletta di Malvano e doppietta di Donna. La Juve bissa la vincita nella Coppa del Ministero dell'Istruzione e vince anche il Gonfalone e la Medaglia del Municipio della Città di Torino, contro squadre del Piemonte e della Liguria. Arriva dall'Internazionale Torino il primo straniero, il marchese John Savage. Viene dall'Inghilterra: proprio da lì, alcuni anni dopo, arriverà la maglia bianconera grazie anche ad un suo prezioso contributo.

1902Modifica

Nel 1902 alla squadra, ormai composta perdipiù da studenti universitari, c'è un avvicendamento alla presidenza: Carlo Favale è il terzo a presiedere il club. Il campionato è ben giocato, contro Audace, Ginnastica e FC Torinese: il gironcino è vinto dalla Juve e da quest'ultimo, con 5 punti, anche se i bianconeri hanno una migliore differenza reti. Si va allo spareggio, il 23 marzo 1902, e il Torinese si impone per 4-1 qualificandosi alla semifinale contro il Genoa.

In autunno la squadra partecipa alla Coppa Città di Torino al Velodromo di Corso Re Umberto, uno dei più prestigiosi stadi dell'epoca, che tra qualche anno sarà domenicalmente calcato dalla Juventus. Il presidente è nel frattempo divenuto Giacomo Parvopassu. Il 24 ottobre la Juve sfida l'Audace, battuta 6-0 a marzo in campionato: nell'intervallo, sotto per 3-0 e dominata da Madama, decise di ritirarsi, come riportano i giornali dell'epoca.

Il 2 novembre c'è la finale, contro il Milan vicecampione d'Italia: scendono in campo Domenico Durante, Gioacchino Armano (I), Hugo Muetzell, Carlo Varetti, Giovanni Goccione, Domenico Donna, Alfredo Ferraris, Giovanni Vigo, Luigi Forlano, Enrico Canfari, Umberto Malvano. La partita termina 2-2 e poi 3-3 ai supplementari; allorà l'arbitro Francesco Calì decide di andare a oltranza fino al gol seguente, ma il Milan si ritira non condividendo e la Juve vince la Coppa. Si conclude così la stagione.

1903Modifica

«Semplicità, austerità, aggressività e soprattutto, potere». Simboleggiò questo, per i giocatori dell'epoca, la maglia bianconera indossata per la prima volta in quest'anno.

Il campionato dà belle soddisfazioni: il 1° marzo è battuto il Torinese 5-0, l'8 l'Audace (2-1) e il 15 l'Andrea Doria con un roboante 7-1. La semifinale, una settimana dopo, è vinta all'Acquabella di Milano contro i rossoneri con i gol di Forlano e Malvano. Resta da giocare la finale, in casa del Genoa, che si impone per 3-0; questa è la prima finale di campionato della Storia.

La Juve è così invitata a Trino Vercellese per giocare l'11 ottobre un triangolare contro l'Audace (?) (ritiratosi prima della gara) e il Forza e Costanza di Novara, battuto per 15-0. Questi gli undici: Mattioli; Carlo Varetti, Heinrich Hess; Dalle Case, Goccione, Fernando Nizza; Alfredo Armano, Frédéric Dick, Ugo Rolandi, Walter Streule, Malvano; tra questi i primi tre svizzeri. Più o meno un mese dopo, la Juve vince ancora la Coppa Città di Torino battendo 2-0 l'Audace e 1-0 il Milan, vittorioso sul Doria.

La sede passa da via Gasometro 14 a via Pastrengo.

1904Modifica

Ci sono due eventi fondamentali in questi dodici mesi: il primo è l'arrivo di nuovi soci e di conseguenza di soldi che vanno a rafforzare le fondamenta della società. Il secondo èl'entrata nel club dello svizzero Alfredo Dick, padre di Frédéric e proprietario di un'industria tessile, che garantisce ai bianconeri di giocare le partite in casa al Velodromo Umberto I, il primo stadio nella Storia della Juventus, dotato di tribune al contrario del campo di Piazza d'Armi. DIventerà presidente l'anno dopo.

Questo è il primo anno in cui ci sono le trasferte all'estero: la Juve è scelta per rappresentare l'Italia a Losanna, in Svizzera. Proprio dalla Nazione elvetica arrivano i tre fratelli Ajmone Marsan.

In campionato la Juve supera il Torinese nell'eliminatoria per 1-0 (il 6 marzo), ma impatta 1-1 (gol di Streule) in casa del Milan sette giorni dopo. È così necessaria la ripetizione, in cui la Juve vince 3-0 (Ferrari, Streule, Gibezzi) qualificandosi per la finale di Ponte Carrega contro il Genoa, che con un gol di Bugnion a metà del secondo tempo conquista il suo sesto campionato.

Al Velodromo a fine stagione la Juve vince la Coppa Universitaria, torneo di prestigio internazionale, contro l'Olympique Lyonnais Universitarie con un secco 9-1.

1905Modifica

Quest'anno arrivano parecchi stranieri: gli elvetici Paul Arnold Walty e Ludwig Weber, gli scozzesi Diment ed Helscot, gli inglesi John Goodley e James Squire. Quest'ultimo sarà al centro di un acceso dibattito: il suo cognome è in realtà Squire, Squaire o Squair?

La sede diventa via Donati 1. Il campionato ha una formula diversa, che si conclude con un girone all'italiana. La Juve vi accede direttamente, visto che il FC Torinese rinuncia all'eliminatoria dandola vinta alla Signora: 3-0 a tavolino. Il girone finale si gioca contro Genoa e l'esordiente U.S. Milanese, che aveva eliminato il Milan con un 3-3 e uno spettacolare 7-6 al ritorno.

Nella prima partita, il 5 marzo, i bianconeri superano agilmente la Milanese per 3-0 (gol di Donna, Varetti, Donna) e pareggiano per 1-1 a Genova sette giorni dopo (Pollack, Forlano). Il 19 la Juve riposa, mentre il Genoa espugna Milano per 3-2 imitato una settimana dopo dalla Juve che con 4 gol (Donna, Forlano, Squair, Varetti) risponde a Varisco. È complessa la storia del ritorno. Il 2 aprile, sull'1-1 (gol di Mayer al 10', Forlano - o Donna? - al 40'. La stampa riporta una grande prova di Durante), la prima invasione di campo causa una colossale rissa tra giocatori e pubblico. La seconda volta è una grossa nevicata a bloccare la gara; la terza sfida, secondo gli almanacchi, termina 2-0 per la Juve.

Il 9 aprile a Ponte Carrega scendono in campo Genoa e USM: i liguri, sicuri della vittoria e quindi dello spareggio, sprecano però l'occasione impattando per 2-2 contro gli scacchi meneghini. Classifica: Juve 6, Genoa 5, US Milanese 1. Così la Juventus è, per la prima volta, campione d'Italia.

Ecco gli undici titolari:

Domenico Durante (pittore);

Gioacchino Armano (studente al Politecnico),

Oreste Mazzia (studente al Politecnico);

Paul Walty (impiegato),

Giovanni Goccione (impiegato - C),

Jack Diment (impiegato);

Alberto Barberis (studente in giurisprudenza),

Carlo Varetti (studente in ingegneria),

Luigi Forlano (geometra),

James Squair (impiegato),

Domenico Donna (studente in giurisprudenza).

Anche la Seconda Categoria, il torneo delle riserve e delle squadre non iscritte al campionato, è vinto dalla Juventus. Il girone finale è disputato senza qualificazioni in quanto unica partecipante piemontese, contro Genoa e Milan; le Zebre battono il Milan 1-0 a Torino e 3-0 in Lombardia - con il titolo matematico - inframezzando con il 2-0 di Genova. L'ultima gara è vinta 3-0 per forfait, il Genoa infatti rinuncia. Ecco i vincitori: Francesco Longo, Giuseppe Servetto, Lorenzo Barberis, Fernando Nizza, Ettore Corbelli, Alessandro Ajmone Marsan, Ugo Mario, Frédéric Dick, Heinrich Hess, Marcello Bertinetti e Riccardo Ajmone Marsan. Vinceranno per 2-1 anche contro i titolari nella partitella in famiglia di fine stagione, una specie di antica Villar Perosa.