FANDOM


La Triade dirigenziale composta da Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega ha governato la società dal 1994 al 2006. L'era della Triade è, a pari merito con la presidenza di Giampiero Boniperti, la più vittoriosa della storia bianconera, con 16 trofei, 12 nazionali (record) e 4 internazionali.

La nominaModifica

« Guai a chi rivela all'esterno ciò che succede qui dentro. »

(Antonio Giraudo ai dipendenti della Juventus)


Nell'Assemblea della FIAT di quell'anno l'Avvocato Agnelli convince il Dottore Umberto a lasciare la vicepresidenza per far posto al figlio Giovannino nel Consiglio di Amministrazione: in cambio Umberto ottiene il controllo sulla Juve. I tre dirigenti furono nominati nei primi mesi del '94: Giraudo come amministratore delegato (al posto di Boniperti), Moggi come direttore generale e Bettega in qualità di vicepresidente; altri dirigenti Romy Gai (prima addetto alla comunicazione e poi direttore commerciale) e Francesco (Franco) Ceravolo confermato come responsabile tecnico. La prima mossa di Moggi è la scelta di Marcello Lippi per allenare la squadra. Questi viene da due ottimi campionati, alla guida dell'Atalanta 7^ nel '93 e poi del giovane Napoli che conduce al sesto posto nel campionato precedente. Lippi ha 46 anni: allenerà la Juve per otto stagioni.

L'attenzione al bilancioModifica

« La società ha accumulato un deficit di 74 miliardi, bisogna assolutamente ridurlo, meglio ancora azzerarlo. »


(Umberto Agnelli ad Antonio Giraudo)

La Triade eredita infatti una situazione economica difficilissima: anche a causa dei 51 miliardi spesi per acquistare Vialli nel ’92, il bilancio piange e servono le plusvalenze per migliorarlo. Grazie anche alla competenza calcistica di Moggi, che più volte comprerà futuri fuoriclasse per pochi soldi per poi rivenderli in seguito a prezzi altissimi (un esempio: Zidane comprato dal Bordeaux nel 1996 per circa 10 miliardi e rivenduto al Real Madrid per 150 miliardi nel 2001), oltre che all’esperienza manageriale di Giraudo, nel primo anno il passivo è ridotto di quasi 50 miliardi, nel secondo è portato in parità, poi per sette anni di fila andrà in attivo. Grazie alla sua solidità finanziaria, la Juve entrerà in Borsa il 20 dicembre 2001 (le azioni varranno inizialmente 3,56 € l’una) e distribuirà, al momento unica società italiana, dividendi ai suoi azionisti.

Le esperienze precedenti

MoggiModifica

Luciano Moggi nasce nel 1937 a Monticiano (SI) da una famiglia di ceto modesto. Si appassiona al calcio grazie a Graziano Galletti, un panettiere grossetano che lo porta ogni domenica negli stadi toscani e che sarà suo collaboratore. Terminate le medie comincia a lavorare, trovando lavoro nelle Ferrovie a Civitavecchia, dove si stabilisce giocando a calcio nelle categorie dilettantistiche; giocherà nell'Akragas per 40 giorni, nel 1963-64.

Alla fine degli anni '60, insoddisfatto del suo lavoro e del fatto di giocare senza introiti, si dedica a scoprire le promessi del calcio locale. Da sempre grande tifoso della Juventus, ad inizio anni '70 collabora con Allodi come osservatore organizzando una rete di talent scout per i campi di periferia e portando alla Juve, tra gli altri, il sedicenne Paolo Rossi nel 1972, Claudio Gentile nel '73 e Gaetano Scirea nel '74: per quest'ultimo è convinto da Galletti che lo vede come futuro Salvadore.

Quando Allodi lascia la Juventus, Moggi viene "promosso" e allaccia contatti con altre squadre lavorando per nuove trattative, fin quando litiga con Boniperti - che non gli consente l'ingresso in sede - e cambia società.

Cioè la Roma di Gaetano Anzalone che conosce grazie a dei giornalisti e che lo assume come consulente di mercato; grazie anche all'acquisto di Pruzzo, soffiato proprio alla Juve, le sue quotazioni salgono ancora di più.

Nel 1980 va alla Lazio retrocessa in B per il calcioscommesse, ma cambia subito aria a causa di una gestione societaria fallimentare che evita l'immediata promozione.

Nel 1982 entra nell'organigramma del Torino, dove viene contestato per delle scelte di mercato. Qua conosce Antonio Giraudo.

Nel 1987 va al Napoli di Ferlaino dove rimane fino al 1991, per tornare al Torino dove rimane per due anni prima di andare alla Roma.

Nelle due prime esperienze è accusato di incentivare la prostituzione: i casi si chiuderanno con l'archiviazione e Moggi definirà le accuse infondate, querelando nel 2010 Gianni Minà per diffamazione.

Nel 1994 diventa direttore generale della Juventus.

GiraudoModifica

Si laurea in economia, diventando impiegato nella Toro Assicurazioni, e nel 1984 diventa direttore della stazione sciistica del Sestriere, dove aumenta l'affluenza turistica.

Tifoso torinista, è da molti considerato il nuovo Cesare Romiti, il quale lo trasferisce dall'ottavo piano in Corso Marconi a una stanzetta al quarto piano accanto alle scale.

Nel 1994 Umberto Agnelli lo chiama come amministratore delegato della Juventus.

BettegaModifica

Tifoso Juventino, viene fotografato su Hurrà Juventus quando è nel vivaio bianconero. Esplode nel 1969-70 a Varese, allenato da Nils Liedholm.

L'anno dopo torna a Torino, dove rimarrà per 13 anni vincendo sette Scudetti, due Coppe Italia e una Coppa UEFA, segnando 178 gol in 481 partite con la maglia bianconera, nonostante una grave malattia e un brutto infortunio che gli impedisce la partecipazione al Mundial '82.

Nel 1994 diventa il vicepresidente del club, e spesso fungerà da tramite fra dirigenza e squadra.

Alcuni importanti accordi firmatiModifica

« La Juve è tra le più solide economicamente senza che gli Agnelli, in questi ultimi 10 anni, abbiano dovuto mettere denaro. »

(L'Equipe, 09-02-2005)

       var addthis_pub = "ju29rocom";

var addthis_options = "oknotizie, facebook, twitter, segnalo, diggita, google, live, myspace, google translate, more";

Il 15 luglio 2003, dopo sei anni di trattative, la Juventus acquisisce la proprietà del terreno dello Stadio Delle Alpi per 99 anni con possibilità di rinnovo alla scadenza. Questo è il primo storico accordo con un comune italiano che una società di calcio fa per realizzare un modello di stadio all'inglese: la Juve lo acquista per 25 milioni più IVA, che viene pagata subito insieme a un milione di euro. I restanti sono pagati al conseguimento dei permessi edilizi (6) mentre gli altri 18 in nove rate annuali dal 15 luglio 2004.

Il 26 marzo 2005 la Juventus firma, con il decisivo lavoro di Bettega, con Olinvest B.V. (titolare del marchio Tamoil) un accordo per 110 milioni di sponsorizzazione per cinque anni con possibilità di proroga per altri cinque anni per 130 milioni. Una media di 24 milioni all'anno che confermano la Juve come prima in Europa in questa classifica, ben oltre Bayern e Borussia Dortmund.